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"Tuttosport"
Ecco il libro di Pat Sala - Domani festa con i tifosi
TORINO, 17 dicembre 2008. E' un bel regalo di Natale per i tifosi del Torino, ma sarebbe un bel regalo in qualsiasi periodo dell'anno. E' stato anche un bel regalo per Patrizio Sala, indimenticata colonna del Toro dello scudetto, questo libro scritto da Antonio Cracas con ispirata passione sulla vita del mediano, il motorino granata per eccellenza. "Mi era rimasto un calzettone" e' il titolo: edizioni Morea, 188 pagine piu' una carrellata di foto storiche, 15 euro. Biografia romanzata: dall'infanzia in Brianza, dalle partite all'oratorio, dalle marachelle giovanili al calcio professionistico, passando per il Monza e arrivando al trionfo in granata. E' facile immedesimarsi nella vita di Pat Sala, ragazzo semplice, ma animato da una voglia di emergere fuori dal normale. E' piacevole sognare, rivivendo la meraviglia degli anni '70. Ed e' commovente chiudere il libro con nella memoria la poesia che gli ha dedicato Ermanno Eandi. Domani la presentazione ufficiale del libro, nella sede dell'emittente Rete Sette a Torino, in corso Regio Parco 146. Una festa, con le telecamere accese, tra le 17 e le 19,30. Sono invitati tutti i tifosi: Pat Sala li avra' al fianco, come e' sempre stato in tutta la sua vita.
di Marco Bonetto
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"Corriere dello Sport"
Mercoledi', 26 agosto 2009.
Patrizio Sala, ovvero il classico centrocampista di fatica, gambe e polmoni instancabili e fisico scolpito nella roccia. Gli appartiene una buona percentuale dell'ultimo grande scudetto vinto dal Torino (anno di grazia 1976), la sua dedizione alla causa e il suo coraggio conquistarono anche Bearzot, che lo porto' con gli azzurri nella bella avventura di Argentina 1978. Una vita da mediano, la sua, nel nome dei valori autentici dello sport e di un grande amore per il pallone, lo stesso che sta cercando di trasmettere ai ragazzi della sua scuola calcio, dopo qualche sfortunato tentativo di farsi strada nel cannibalesco mondo delle panchine di terza serie. Qui Patrizio Sala si racconta, con l'umilta' che ne caratterizzava anche il gioco, senza prendersi mai troppo sul serio, un campione quasi per caso ma sempre un campione, a dimostrare che non servono lustrini o veline per diventare veri calciatori e soprattutto veri uomini. Dagli inizi nelle giovanili del Monza all'emozione di allenarsi al Filadelfia, dalla Coppa dei Campioni alla chiusura nel Parma, dai primi difficili momenti senza ritiri o palloni da inseguire (quando appunto Sala non era piu' calciatore ma tale si sentiva ancora, gli era cioe' "rimasto un calzettone", sintesi felice che poi e' diventata il titolo del libro) fino alla decisione di dedicarsi alle giovani leve.
di Massimo Grilli
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"Il Giorno"

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"Il Giorno"

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Opinioni in Libertà di Alberto Foa'

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"La Gazzetta di Monza"

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